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	<title>Curiosità dal Mondo</title>
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		<title>Non dimenticarsi il bikini nel visitare Napoli: arte e mare tutto al centro della città</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Napoli è una delle città più belle del mondo. Qui si incrociano e si mescolano tradizioni, lingue e storie diverse che da sempre contribuiscono alla ricchezza economica e sociale della città. Un tripudio di colori, suoni e sapori che esplode tra i vicoli del centro storico della città e si propaga fino al mare chiuso nella sinuosità del golfo. Napoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-196" title="Non dimenticarsi il bikini nel visitare Napoli: arte e mare tutto al centro della città" src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/bikini-a-Napoli-300x199.jpg" alt="A Napoli è d'obbligo il bikini" width="300" height="199" /><strong>Napoli è una delle città più belle del mondo. Qui si incrociano e si mescolano tradizioni, lingue e storie diverse che da sempre contribuiscono alla ricchezza economica e sociale della città. Un tripudio di colori, suoni e sapori che esplode tra i vicoli del centro storico della città e si propaga fino al mare chiuso nella sinuosità del golfo.</strong></p>
<h2>Napoli tra mare e cultura</h2>
<p>Trascorrere qualche giorno a Napoli significa imbattersi in una molteplicità di suoni, in una frenesia incessante di rumori e sapori che rappresentano l’essenza, o per meglio dire, l’anima stessa della città. Girovagando per le vie del centro è possibile impegnarsi in mille attività diverse: dallo shopping ai musei passando per mostre, istituti culturali, chiese e monumenti. Il patrimonio artistico e culturale napoletano ha pochi eguali al mondo e, proprio per questo motivo, da qualche anno gran parte del centro storico della città è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco. La posizione strategica del capoluogo campano, inoltre, regala a questa città un clima piacevolmente mite in ogni periodo dell’anno, anche se non mancano piogge abbondanti durante la stagione invernale e caldi torridi durante quella estiva. Proprio durante la bella stagione, Napoli regala ai suoi visitatori paesaggi magici impreziositi da un’atmosfera quasi incantata. La varietà del clima napoletano, tuttavia, esige un abbigliamento adeguato in ogni periodo dell’anno e consono per ciascuna delle diverse attività in cui si può imbattere una volta arrivati in questa città.</p>
<h2>Napoli d’estate</h2>
<p>La rete internet può rivelarsi lo spazio giusto per fare shopping senza spendere una fortuna. Scegliendo uno fra i numerosi siti e-commerce, infatti, è possibile incrementare il proprio guardaroba e assicurarsi i numerosi cambi d’abito fondamentali per chi visita Napoli in estate. Tuttavia, chi ha la possibilità di godersi questa città senza impegni di lavoro può tranquillamente indossare un costume sotto i vestiti. Ogni occasione, infatti, è quella giusta per tuffarsi in acqua durante questo periodo dell’anno quando il caldo e le acque cristalline invogliano cittadini e turisti a scendere in spiaggia. Navigando su Zalando.it, ad esempio, si può acquistare l’abbigliamento da mare sportivo o elegante a seconda della spiaggia napoletana prescelta. Le più giovani possono acquistare un bikini online su Zalando per tuffarsi nelle acque della modaiola isola di Ischia; le donne più mature, invece,potranno<a href="http://www.zalando.it/bikini/" target="_blank"> scegliere un bikini online su Zalando</a> puntando su tessuti preziosi e marche importanti da sfoggiare sulle spiagge capresi.</p>
<p>Foto: Stefan Gr‰f &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Cosa non puoi perderti a Granada: la top ten</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi e vacanze]]></category>
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		<description><![CDATA[Granada è ritenuta una delle più belle città di tutta la Spagna: situata in Andalusia, questa destinazione offre ai turisti un patrimonio ricco di opere architettoniche, storiche e culturali che non ha eguali in tutto il mondo. Tra i luoghi più suggestivi vi è il complesso dell’Alhambra, situato nel cuore della città. I luoghi imperdibili di Granada Una visita a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-175" title="Cosa non puoi perderti a Granada: la top ten" src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/La-paella-di-granada-300x200.jpg" alt="Granada: cosa non ti puoi perdere" width="300" height="200" /><strong>Granada è ritenuta una delle più belle città di tutta la Spagna: situata in Andalusia, questa destinazione offre ai turisti un patrimonio ricco di opere architettoniche, storiche e culturali che non ha eguali in tutto il mondo. Tra i luoghi più suggestivi vi è il complesso dell’Alhambra, situato nel cuore della città.</strong></p>
<h2>I luoghi imperdibili di Granada</h2>
<p>Una visita a Granada non può non toccare prima di tutto l’<a title="Cosa non puoi perderti a Granada: la top ten" href="http://whc.unesco.org/en/list/314" target= "_blank">Alhambra, Generalife e Albaicín</a>, riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. L’Alhambra è una vera e propria città nella città, costruita dagli Arabi nel XIII secolo, che al suo interno accoglie numerosi edifici. Come, ad esempio, la zona militare dell’Alcazaba che è la più antica e nella quale è possibile ammirare gli splendidi giardini del Jardín de los Adarves e la Torre della Vela, quest’ultima in posizione molto panoramica. Risalenti al XIV secolo sono invece i cosiddetti Palacios Nazaríes, un insieme di palazzi che ospitano il Mexuar, la sala anticamente deputata alle udienze, e il Salón de Comares, il più grande dell’intero complesso. I giardini del Generalife erano invece l’antica residenza estiva dei dominatori della città. Il quartiere di Albaicín e il Sacromonte sono zone di Granada dove ancora si respira la storia antica della città, con le sue evidenti origini moresche che trapelano ad ogni angolo dei suoi vicoli costellati di edifici antichi e piante fiorite.</p>
<h2>Alla scoperta della città con il noleggio auto Granada</h2>
<p>Il modo ideale per esplorare Granada e il suo territorio è a bordo di un’auto, dal momento che non sempre i mezzi di trasporto pubblici possono essere comodi per raggiungere tutte le destinazioni turistiche. I viaggiatori che giungono in questa città spagnola con l’aereo, nella maggior parte dei casi ricorrono al noleggio auto di Granada per avere a disposizione un mezzo di trasporto col quale muoversi in autonomia. Le possibilità di noleggio auto Granada sono numerose, a partire dallo scalo aeroportuale cittadino, ma è possibile trovare agenzie anche in diverse zone della città. È sempre consigliabile prenotare  prima della propria partenza e con un certo <a title="Cosa non puoi perderti a Granada: la top ten" href="http://www.autonoleggio-online.it/Spagna/Autonoleggio-Granada.aspx" target="_blank">anticipo il noleggio di un auto a Granada</a>, in modo tale da poter contare sul veicolo desiderato già pronto al proprio arrivo.</p>
<p>Foto: Cristian Ciobanu &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L&#8217;utilizzo di materiali di stampa nel settore didattico</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da tempo immemore la didattica e l’apprendimento sono legati a doppio filo con carta ed inchiostro, anche se negli ultimi anni l’avvento delle nuove tecnologie ed in particolar modo degli e-book stanno lentamente cambiando la situazione. Ciononostante, i materiali di stampa rimarranno sempre un elemento imprescindibile del settore della didattica. Studiare su libri o e-book? Gli e-book hanno rappresentato una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-91" title="L'utilizzo di materiali di stampa nel settore didattico" src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/materiale-didattico1-300x196.jpg" alt="Stampare il materiale didattico" width="300" height="196" /><strong>Da tempo immemore la didattica e l’apprendimento sono legati a doppio filo con carta ed inchiostro, anche se negli ultimi anni l’avvento delle nuove tecnologie ed in particolar modo degli e-book stanno lentamente cambiando la situazione. Ciononostante, i materiali di stampa rimarranno sempre un elemento imprescindibile del settore della didattica.</strong></p>
<h2>Studiare su libri o e-book?</h2>
<p>Gli e-book hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’editoria digitale, dal momento che è diventato possibile acquistare testi a prezzi decisamente contenuti e portarli sempre con sé, per consultarli su un tablet o sul proprio computer. Eppure i libri, le dispense ed il materiale cartaceo saranno sempre alla base della didattica e dell’apprendimento, perché presentano vantaggi che il digitale non potrà mai avere. Innanzitutto, un libro vero si può tenere in mano, sfogliare e magari anche spiegazzare un po’, prendendovi appunti, sottolineando e mettendo segnalibri qua e là. Tutte queste cose possono essere fatte anche su un e-book, ma in modo molto meno intuitivo ed efficace.</p>
<h2>I materiali di stampa più utilizzati</h2>
<p>Stampare un libro o una dispensa sono operazioni che richiedono due “ingredienti” di base: dispositivo di stampa ed inchiostro. Ad occuparsi di questa produzione sono, su larga scala, le tipografie che in base alla tiratura richiesta eseguono stampe offset o digitali. I <a href="http://www.toner24.it/">toner</a> utilizzati sono in questo caso per usi professionali, e la stampa in quadricromia (oppure in esacromia) avviene utilizzando grandi macchinari in grado di completare centinaia o migliaia di copie all’ora. Su scala più ridotta si utilizzano stampanti domestiche, talvolta multifunzione, che possono essere dotate del solo toner nero oppure stampare a colori. Per la riproduzione di dispense ed appunti si utilizzano ovviamente anche fotocopiatrici che, partendo dall’originale ed utilizzando un particolare toner, permettono di ottenere a basso costo numerose copie in tempi rapidi. Oltre al toner, per stampare è necessario utilizzare la carta giusta, e in commercio ne esistono di moltissimi tipi diversi. La più diffusa in assoluto a livello domestico è la carta da 80 g/cm2, venduta a risme, ideale sia per la stampa che per le fotocopie. I professionisti utilizzano invece carte speciali, idonee alla stampa su scala industriale.</p>
<p>Foto: emmi &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La fiera internazionale delle lingue di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta a Roma dal 19 al 21 aprile la fiera internazionale delle lingue. Un evento importante che ha visto la partecipazione di oltre quaranta stand rappresentanti diversi paesi nel mondo e che ha avuto come obiettivo ultimo quello di avvicinare i giovani a cogliere l’importanza dello studio di una lingua straniera. Gli obiettivi della fiera Conoscere le lingue, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/Lingue-dEuropa-300x211.jpg" alt="La fiera linguistica romana" title="La fiera internazionale delle lingue di Roma" width="300" height="211" class="alignleft size-medium wp-image-138" /><strong>Si è svolta a Roma dal 19 al 21 aprile la fiera internazionale delle lingue. Un evento importante che ha visto la partecipazione di oltre quaranta stand rappresentanti diversi paesi nel mondo e che ha avuto come obiettivo ultimo quello di avvicinare i giovani a cogliere l’importanza dello studio di una lingua straniera.</strong></p>
<h2>Gli obiettivi della fiera</h2>
<p>Conoscere le lingue, per lavorare ma anche per vivere l’Europa. Questo il messaggio lanciato durante la fiera internazionale di Roma. Un evento importante che ha visto una partecipazione massiccia di giovani e meno giovani, più o meno interessati a conoscere qualcosa di ciò che avviene oltre i confini di un’Italia nella quale ormai molti non si riconoscono più. Durante la fiera sono stati organizzati corsi e seminari ma anche workshop e minicorsi di lingua per avvicinare i giovani a cogliere gli elementi basilari per procedere all’apprendimento di una lingua straniera. Un programma intenso finalizzato a comunicare ai giovani le opportunità di lavoro importanti che esistono all’estero alle quali, tuttavia, è impossibile accedervi senza una conoscenza profonda della lingua parlata nel paese in cui si decide  di trasferirsi. Un appuntamento importante, quello di roma, che segna l’inizio di una presa di coscienza del fatto che è bene guardare fuori dall’Italia se in Italia si è costretti a volare basso. </p>
<h2>Corsi, seminari e workshop in fiera</h2>
<p>Così, in occasione della fiera, i giovani hanno avuto l’opportunità di seguire un workshop per preparare un curriculum in modo corretto e hanno seguito altri corsi per prepararsi a svolgere un colloquio di lavoro in una lingua straniera. Un evento concreto, quello romano, che più che dare spazio a eloquenti relatori, ha concesso tempo e attenzione ai giovani che sono i veri destinatari di un futuro all’estero. E proprio i giovani hanno accolto questo evento con grande favore arrivano a sfiorare il numero impressionante di quattromila presenze. Per loro, in effetti, è concreto il sogno di studiare e lavorare all’estero. Ancora una volta, però, i paesi più ambiti sono l’Inghilterra e l’America mentre il mercato del lavoro suggerisce di puntare anche su Cina e Africa. Il festival internazionale delle lingue di Roma è stato organizzato in collaborazione con EF Italia che da anni si occupa dell’organizzazione di corsi di lingua straniera. Oltre alla EF, tuttavia, erano presenti anche molte altre realtà legate all’apprendimento delle lingue ma anche alle vacanze studio nei paesi anglosassoni. Proprio le vacanze studio, infatti, rappresentano il primo passo dei giovani all’estero e quello che, probabilmente, segnerà il loro futuro desiderio di trasferirsi in un paese lontano per motivi di studio e di lavoro.</p>
<h2>I consigli della fiera ai giovani</h2>
<p>Certamente, di fronte ad un mercato del lavoro così precario e flessibile, la conoscenza di una lingua straniera può fare la differenza sia in Italia che all’estero. Per chi, però, desidera, sfruttare le proprie competenze direttamente in terra straniera il consiglio è quello di non partire mai all’avventura ma di lasciarsi guidare dalle apposite agenzie che si occupano dell’accoglienza e della sistemazione, lavorativa e residenziale, dei giovani che arrivano per la prima volta in un paese straniero.</p>
<p>Foto: MACLEG &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Largo allo smartwatch</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 14:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La febbre tecnologia non si ferma agli smartphone e nemmeno ai tablet. L’ultima diavoleria i tech, infatti, si chiama smartwatch e sembra già destinata a far parlare di se per molto, moltissimo tempo. Che cos’è lo smartwatch Lo smartwatch è una sorta di orologio computerizzato o, meglio, è una specie di computer in formato ridotto. Ha la stessa forma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/Computer-300x200.jpg" alt="Gli orologi computerizzati" title="Largo allo smartwatch" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-132" /><strong>La febbre tecnologia non si ferma agli smartphone e nemmeno ai tablet. L’ultima diavoleria i tech, infatti, si chiama smartwatch e sembra già destinata a far parlare di se per molto, moltissimo tempo.</strong></p>
<h2>Che cos’è lo smartwatch</h2>
<p>Lo smartwatch è una sorta di orologio computerizzato o, meglio, è una specie di computer in formato ridotto. Ha la stessa forma di un orologio e, tra le tante cose, funge anche da orologio ma, in realtà, è molto più performante di un semplice lettore dell’ora. Lo smartwatch, infatti, è dotato di un collegamento bluetooth mediante il quale riceve ed acquista informazioni connesse ad un altro dispositivo informatico, ad esempio uno smartphone. Così accade che attraverso uno smartwatch è possibile leggere la posta elettronica, collegarsi ad un social network, ricevere telefonare, sms e scaricare applicazioni. Un vero e proprio orologio intelligente che secondo gli esperti di tecnologia conoscerà nei prossimi mesi un vero e proprio boom di incassi. La diffusione dello smatwatch in Italia è ancora assai ridotta ma in America questi nuovi gioielli tecnologici sono già una realtà affermata. Negli States, infatti, la Sony ha lanciato da poco tempo un nuovo smartwatch che ha un’autonomia di batteria fino a quattro giorni, un’alta risoluzione del display oltre alle altre caratteristiche standard di questi prodotti.</p>
<h2>Lo smarwatch più gettonato è italiano</h2>
<p>Uno degli smartwatch più innovativi, tuttavia, arriva proprio dall’Italia. A discapito delle grandi aziende di Cupertino, infatti, il prodotto più performante in materia di smartwatch arriva da una piccola azienda di Vicenza. Si chiama I’m watch, è un tradizionale smartwatch ma riesce a conciliare bellezza e tecnologia. Il suo design rigorosamente Made in Italy, infatti, lo rende un grazioso orologio da polso oltre che un utile strumento tecnologico. Questo smartwatch, infatti, è realizzato in alluminio, ha un vetro in zaffiro leggermente curvo e ha una tecnologia di altissima qualità che lo rende perfettamente compatibile con i cellulari più usati al momento: Iphone, Samsung e Blackberry. L’iwacht, poi, oltre ad essere dotato di un’eccellente estetica dispone di alcune funzioni tecnologiche che lo rendono superiore agli altri prodotti simili presenti sul mercato. Innanzitutto, è dotato in partenza di alcune applicazioni che lo rendono fruibile immediatamente: ad esempio, è possibile consultare subito l’applicazione del meteo, quella delle news e quella della borsa. Inoltre, i creatori di questo dispositivo lo hanno dotato di un apposito programma che permette a chiunque di sviluppare applicazioni personalizzate. A differenza dei modelli proposti dalla concorrenza americana, però, l’orologio tecnologico italiano è piuttosto caro: circa quattrocento euro a fronte dei centocinquanta dollari di quello fatto negli States.</p>
<h2>Un futuro a prova di smartwatch</h2>
<p>La cosa certa, ad ogni modo, è che questo orologio elettronico inizierà a diventare progressivamente l’oggetto del desiderio di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. La possibilità, ad esso intrinseca, di poter controllare messaggi di posta elettronica, di sms e aggiornamenti di ogni tipo in qualsiasi momento della giornata sarà qualcosa a cui molti non sapranno rinunciare. Un nuovo mezzo per alimentare la febbre di internet del nostro tempo è ormai alle porte.</p>
<p>Foto: Nomad_Soul &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Vajazzle e Bedazzle dopo l&#8217;America sbarcano in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 14:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vajazzle è l’ultima moda che approda in Europa dagli Stati Uniti. Si tratta di una nuova tecnica per decorare il corpo che sta già spopolando tra i vip e che coinvolge indistintamente donne e uomini. Da qualche mese è arrivata anche in Italia e già tutti ne parlano dividendosi tra sostenitori accaniti e denigratori. Che cos’è Vajazzle? Si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/nuova-moda-300x198.jpg" alt="La nuova moda italiana" title="Vajazzle e Bedazzle dopo l&#039;America sbarcano in Italia" width="300" height="198" class="alignleft size-medium wp-image-128" /><strong>Vajazzle è l’ultima moda che approda in Europa dagli Stati Uniti. Si tratta di una nuova tecnica per decorare il corpo che sta già spopolando tra i vip e che coinvolge indistintamente donne e uomini. Da qualche mese è arrivata anche in Italia e già tutti ne parlano dividendosi tra sostenitori accaniti e denigratori.</strong></p>
<h2>Che cos’è Vajazzle?</h2>
<p>Si tratta di un particolare abbellimento estetico che è diventato famoso per la zona del corpo su cui si applica: il pube. Il vajazzle consiste in una specie di tatuaggio comporto da strass o brillantini che viene applicato sulla zona inguinale. Prima di poterlo stampare, però è necessario, depilare la zona interessata dal trattamento estetico e, successivamente, procedere all’installazione. Per realizzare il vajazzle si possono scegliere comuni strass o brillantini economici ma qualcuno preferisce tatuarsi veri e propri cristalli swarosky pur di assicurarsi un effetto ultra luccicante. In effetti, le conseguenze di questo particolare tattoo sono più che evidenti dal momento che i brillantini creano un effetto luminoso oltre che estremamente sensuale. Le estetiste, poi, hanno contribuito al successo di questa nuova moda attraverso decorazioni e disegni sempre nuovi che si possono creare sulla pelle direttamente con i brillantini. La cosa divertente, infatti, è che questi tatuaggi di brillanti non hanno una forma predefinita ma possono essere creati in forme sempre nuove. Così, accanto ai vajazzle è scoppiata la corsa alle estetiste-artiste in grado di comporre fiori, cuori e scritte di ogni genere con i tanto desiderati strass.</p>
<h2>I tempi di vajazzle</h2>
<p>Il bedazzle, però, non è un tatuaggio permanente e questo lo rende ancora più attraente. Donne e uomini, infatti, possono scegliere di farne uno e di sbarazzarsene dopo poco tempo nel caso in cui l’effetto prodotto non sia quello sperato. Quel che è certo è che le donne inglesi sono state le prime ad impazzire per il nuovo tatuaggio inguinale al punto che le estetiste della capitale britannica hanno ricevuto prenotazioni per i prossimi tre quattro mesi. Un vero e proprio boom quello del tatuaggio inguinale che interessa anche gli uomini e che – in generale – attrae per quella sensazione di sensualità ma anche di gioco proibito che trasmette a chi lo indossa e a chi – semplicemente – resta a guardare. In effetti la parte vaginale è quell’area del corpo umano destinata a rimanere nascosta e – per certi aspetti – è condannata ad essere una specie di taboo sia per gli uomini che per le donne. L’idea di farsi tatuare un brillantino proprio lì, quindi, stuzzica indistintamente uomini e donne anche solo per il gusto di piacere e di provocare.</p>
<h2>Il boom di vajazzle in Inghilterra</h2>
<p>Un’altra tendenza, dunque, è arrivata direttamente dagli Stati Uniti e ha iniziato a mietere le prime vittime in modo particolare in Inghilterra. Qui, infatti, le più giovani solo letteralmente impazzite anche grazie ad alcune star dello spettacolo che si sono fatte vedere in giro con il vajazzle. Un nuovo trend, quindi, è arrivato anche in Europa e le addette ai lavori come estetiste e truccatrici devono tenersi pronte per la grande richiesta di vajazzle che sta arrivando.</p>
<p>Foto: S.Kobold &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Firenze: l’anello del rinascimento una passeggiata lunga 170 km</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 14:21:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La direzione turismo della provincia di Firenze ha progettato e realizzato un nuovo percorso turistico chiamato l’anello del rinascimento. Si tratta di una passeggiata lunga centosettanta chilomentri che attraversa la città di Firenze e gran parte dei territori che la circondano. Il progetto della nuova passeggiata L’anello del rinascimento – stando alla volontà della provincia fiorentina – è un percorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/Firenze-300x201.jpg" alt="Il rinascimento toscano" title="Firenze: l’anello del rinascimento una passeggiata lunga 170 km" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-124" /><strong>La direzione turismo della provincia di Firenze ha progettato e realizzato un nuovo percorso turistico chiamato l’anello del rinascimento. Si tratta di una passeggiata lunga centosettanta chilomentri che attraversa la città di Firenze e gran parte dei territori che la circondano.</strong></p>
<h2>Il progetto della nuova passeggiata</h2>
<p>L’anello del rinascimento – stando alla volontà della provincia fiorentina – è un percorso che trova il suo punto di riferimento ideale nella cupola del Duomo di Firenze. Il percorso, però, è finalizzato a promuovere e far conoscere anche la zona che circonda il capoluogo toscano che merita di essere visitata. Qui, infatti, è possibile ammirare paesaggi bellissimi tipici della maremma fiorentina ma è anche possibile visitare castelli e monumenti storici dal grande valore culturale. La passeggiata intorno all’anello, poi, è pensata in modo tale da consentire a chiunque – in qualsiasi momento – di poter raggiungere il centro della città di Firenze con i mezzi pubblici. Il percorso dell’anello del rinascimento è stato tracciato lungo i sentieri e le strade antiche della città di Firenze in modo tale da regalare ai turisti un percorso alternativo a quello tradizionale delle strade urbane. Lungo i sentieri dell’anello del rinascimento, poi, sono stati installati segnali ed indicazioni per aiutare i visitatori ad orientarsi ed – eventualmente – ad abbandonare la passeggiata per ritornare al centro della città qualora lo desiderassero. Tuttavia, il nuovo percorso è pensato in modo tale da essere alla portata di tutti: il 90% del sentiero, infatti, è pianeggiante e risulta piacevole da percorrere sia a piedi che in bicicletta.</p>
<h2>Le tappe e i percorsi della passeggiata</h2>
<p>Le cose che si possono ammirare durante la passeggiata sono davvero molte. L’area che circonda la città di Firenze, infatti, è ricca di castelli, monasteri e chiese che appartengono all’età romana ma anche a quella medioevale. La provincia del capoluogo toscano, quindi, ha ben pensato di realizzare questo sentiero nuovo mettendo a disposizione dei turisti una guida mappa del percorso ma anche un CD su cui ci sono molte informazioni inerenti il percorso ma anche ristoranti e alberghi dove soggiornare senza spendere moltissimo. Il percorso dell’anello del rinascimento è articolato in tredici tappe diverse, di cui otto sono quelle che formano l’anello ideale e le restanti sono itinerari consigliati. Tra le zone imperdibili dei dintorni fiorentini, quindi, si sono Vaglia, Fiesole, Calenzano, Santa Brigida, Alberaccio, Pontassieve, Montecucco, San Donato, Rignano sull’Arno, Bagno a Ripoli, Certosa,  Impruneta, Scandicci, Signa e naturalmente Firenze.</p>
<h2>Una passeggiata per turisti e non</h2>
<p>Un vero e proprio escursus lungo la circonferenza fiorentina che promette paesaggi mozzafiato e monumenti da urlo. Un altro importante tassello da aggiungere alle cose da fare e ai luoghi da vedere quando si sceglie di trascorrere un soggiorno in Toscana. In una terra che non smette mai di sorprendere con continue rivelazioni artistiche e paesaggistiche, l’anello del rinascimento è l’itinerario turistico perfetto per chi vuole addentrarsi nella scoperta di una Toscana meno ovvia e conosciuta ma più incontaminata. Un’alternativa importante per i turisti ma anche per gli stessi fiorentini che possono approfittare del progetto per riscoprire luoghi antichi ma sempre bellissimi.</p>
<p>Foto: Fyle &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Roma archeologica da Caracalla al Colosseo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi e vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Caracalla]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma è la capitale d’Italia ma il primato di questa città non può definirsi solo politico o geografico. Le bellezze artistiche, storiche e archeologiche della città eterna contribuiscono a rendere questa città un vero e proprio museo a cielo aperto dove la storia passata s’intreccia e si fonde con quella contemporanea. I siti archeologici: dalle Terme al Colosseo Uno degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/Colosseo-300x205.jpg" alt="L&#039;archeologia dell&#039;Antica Roma" title="La Roma archeologica da Caracalla al Colosseo" width="300" height="205" class="alignleft size-medium wp-image-120" /><strong>Roma è la capitale d’Italia ma il primato di questa città non può definirsi solo politico o geografico. Le bellezze artistiche, storiche e archeologiche della città eterna contribuiscono a rendere questa città un vero e proprio museo a cielo aperto dove la storia passata s’intreccia e si fonde con quella contemporanea.</strong></p>
<h2>I siti archeologici: dalle Terme al Colosseo</h2>
<p>Uno degli itinerari più belli da percorrere a Roma è quello che interessa i siti archeologici presenti in città. Il percorso inizia dalle maestose Terme di Caracalla. Costruite per volontà di Antonio Caracalla, queste terme rappresentano tutt’oggi una straordinaria testimonianza della potenza dell’antica Roma. Gli imperatori adoravano questo posto all’interno del quale potevano godere di ogni genere di comodità e relax. Le terme, infatti, disponevano sia di fonti d’acqua calda che di fondi d’acqua fredda ed erano in grado di ospitare oltre millecinquecento persone. Il percorso tra i siti archeologici della città eterna, poi, prosegue con la visita alla Domus area. Quest’ultima fu edificata per volontà di Nerone in seguito all’incendio che devastò la città eterna intorno al 64 a.C. Infine, il percorso archeologico nella splendida Roma continua al centro della città con la visita del Colosseo. Divenuto il simbolo di Roma ma anche il rappresentante più autentico dell’Italia nel mondo, questa costruzione è stata sempre considerata indistruttibile al punto che tra i cittadini romani è opinione diffusa quella per cui la città eterna avrà vita almeno fino a quando il Colosseo resterà in piedi.</p>
<h2>I siti archeologici: da Costantino al Circo Massimo</h2>
<p>Il percorso archeologico di Roma, tuttavia, non si limita ai tre grandi siti presenti in città. Alcuni tra i resti archeologici più interessanti, infatti, si trovano in prossimità dei Musei Capitolini. Avvicinandosi all’entrata di questi, infatti, è possibile ammirare la parte iniziale di una grandiosa statua di Costantino di cui oggi non resta che la base. Si tratta di una scultura monumentale che fu pensata per essere collocata all’interno della Basilica di Massenzio, l’unica in grado di poter ospitare una statua di così grandi dimensioni grazie ad un’entrata alta più di trentacinque metri. Tra le altre meraviglie archeologiche capitoline, poi, c’è il grandioso circo massimo. Oggi, quest’area è divenuta una sorta di villa a cielo aperto per i cittadini romani ma in passato era la sede di uno dei più grandi circhi dove si svolgevano gare sportive ma soprattutto corse dei carri. Recentemente, poi, alcuni lavori archeologici hanno portato alla luce una serie di elementi preziosi che permettono di comprendere come era organizzata la vita nell’area del circo: bancarelle, negozietti e chioschi, infatti, facevano da cornice alle gare che si tenevano da mattina a sera ed erano ammirate da quasi trecentomila persone.</p>
<h2>Il valore dei siti archeologici romani</h2>
<p>In conclusione, la città di Roma possiede siti archeologici di valore inestimabile. Alcuni sono molto famosi; altri, invece, sono meno conosciuti ma non per questo meno importanti. Recuperare questi siti e far rivivere la loro storia è comunque fondamentale per conservare i resti di un passato glorioso che ancora oggi animano lo spirito e la cultura della città eterna.</p>
<p>Foto: fabiomax.com &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La cultura italiana ritratta ne La dolce vita di Fellini</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends]]></category>
		<category><![CDATA[Fellini]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono film che non si limitano a riprodurre semplicemente uno scenario reale o a crearne uno fantastico ma diventano una testimonianza storica che descrive un tempo, una società con i suoi usi e i suoi costumi, con i suoi pregi e i suoi difetti. Se c’è un film che racconta al meglio la società italiana in tutte le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/cinema-Fellini-300x176.jpg" alt="La dolce vita felliniana ritrae l&#039;Italia" title="La cultura italiana ritratta ne La dolce vita di Fellini" width="300" height="176" class="alignleft size-medium wp-image-115" /><strong>Ci sono film che non si limitano a riprodurre semplicemente uno scenario reale o a crearne uno fantastico ma diventano una testimonianza storica che descrive un tempo, una società con i suoi usi e i suoi costumi, con i suoi pregi e i suoi difetti. Se c’è un film che racconta al meglio la società italiana in tutte le sue sfaccettature questo è sicuramente La dolce vita di Fellini.</strong></p>
<h2>La testimonianza de La dolce vita</h2>
<p>Un film, quindi, è un’espressione artistica a tutti gli effetti in grado di raccontare e descrivere lo stile di vita di una società più di quanto non riescano a farlo i dipinti e le altre opere d’arte, in generale. Tra i film che rappresentano meglio lo stile e le tradizioni italiane c’è sicuramente il capolavoro di Federico Fellini. Un genio assoluto, il Fellini, che è stato in grado di analizzare introspettivamente il popolo italiano, di captarne i sogni e le paure e di anticipare – in un modo straordinariamente realista – il futuro. Fellini ne La dolce vita ha parlato del benessere degli italiani negli anni 60, del boom economico e della voglia di vivere appieno la vita. Tuttavia, La dolce via è stata anche l’espressione dell’altra faccia degli italiani; quella, cioè, incarnata dalla depressione e dalla paura del futuro. La stessa paura che oggi rappresenta una delle ansie più frequenti dei giovani italiani che si sentono come presi in ostaggio da un sistema che rischia di vedere paralizzato il loro futuro. La dolce vita di Fellini, dunque, è la rappresentazione perfetta di uno stato d’animo tutto italiano, fatto di gioie e paure e – in generale – animato da mille contraddizioni.</p>
<h2>La psicologia de La dolce vita</h2>
<p>In un’altalena di entusiasmo e depressione, quindi, La dolce vita ha raccontato l’Italia degli anni 60 ma ha anticipato, ancor meglio, l’Italia di oggi. Un’Italia che sogna la spensieratezza, che vive nel mito del sogno e dell’illusione ma che tutti i giorni fa i conti con un buco nero che pervade l’anima dei suoi cittadini e la corrode fino a spegnerla, più o meno, definitivamente. E così la Dolce vita di felliniana memoria ritorna nello spirito degli italiani e si nasconde in quel desiderio mai spento di godersi la vita, di animarsi &#8211; come diceva Voltaire – nel lusso e nella mollezza pur essendo forte la consapevolezza che gli anni della dolce vita sono finiti per sempre e che quel benessere – psicologico prima che economico – difficilmente tornerà ancora. In tripudio di emozioni, di immagini e suoni, La dolce vita ha contribuito a comprendere lo stile della società italiana ma anche a definire i luoghi e le immagini simbolo di un paese che, seppur traboccando, ha voglia di resistere per tornare a sognare ancora.</p>
<h2>L’attualità de La dolce vita</h2>
<p>I film di Fellini, dunque, nascondono un’attualità che resta invisibile a prima vista ma che emerge all’occhio critico e attento di chi cerca risposte da dare ad una società evidentemente in difficoltà. Una realtà, quella italiana, che vive si contraddizioni forti ma che non smette mai di sognare.</p>
<p>Foto: icholakov &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il IX Rapporto Civita sulle realtà urbane italiane</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 13:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiota</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Civita]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato pubblicato di recente il IX rapporto Civita che mostra una fotografia delle città italiane piuttosto desolante. A differenza delle grandi capitali europee, infatti, l’Italia investe ancora troppo poco sulla cultura mostrando – in questo modo – di sottovalutare le enormi potenzialità che si celano in questo settore che da sempre è il fiore all’occhiello del bel Paese. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sbvibonese.it/wp-content/uploads/2012/05/Bel-Paese-300x203.jpg" alt="Come cambiano le città italiane" title="Il IX Rapporto Civita sulle realtà urbane italiane" width="300" height="203" class="alignleft size-medium wp-image-111" /><strong>E’ stato pubblicato di recente il IX rapporto Civita che mostra una fotografia delle città italiane piuttosto desolante. A differenza delle grandi capitali europee, infatti, l’Italia investe ancora troppo poco sulla cultura mostrando – in questo modo – di sottovalutare le enormi potenzialità che si celano in questo settore che da sempre è il fiore all’occhiello del bel Paese.</strong></p>
<h2>La cultura come strumento per uscire dalla crisi</h2>
<p>La crisi economica che sta colpendo da oltre due anni la civiltà occidentale esige delle risposte per essere superata. Il IX rapporto Civita sulle città italiane, in qualche modo, ha cercato di argomentare le prime risposte fondamentali dinanzi alla necessità di rimettere in moto l’economia. Studiando i comportamenti politici e sociali delle altre città, fra cui Londra, Berlino e Parigi, è apparso evidente che l’Italia – a differenza di queste – non investe molto in cultura. I motivi di questa mancata fiducia delle istituzioni politiche italiane nella cultura vanno rintracciati nel fatto che in molti non capiscono in che modo la cultura può produrre reddito. Dal rapporto, infatti, emerge che la maggior parte delle città italiane non è in grado di usufruire nemmeno del 50% del patrimonio culturale che possiede. Pur essendo enorme, infatti, il potenziale culturale italiano, quasi nessuno lo sfrutta come dovrebbe e così si scopre che, nell’ambito di una classifica europea, l’Italia non occupa neanche i primi posti fra le città con maggiori attrazioni turistiche.</p>
<h2>Il successo di chi investe in cultura</h2>
<p>Secondo il rapporto, infatti, Londra sarebbe la capitale europea che è più in grado di sfruttare il proprio patrimonio culturale. Questo sfruttamento della cultura, poi, si traduce in entrate economiche se si pensa che Londra è al primo posto come meta preferita dai turisti. Analizzando i dati relativi al pernottamento di stranieri nelle capitali, infatti, si nota che Londra è al primo posto e rimangono stabili città storicamente amate dai turisti come Parigi, Stoccolma, Madrid e Tokio. Tra le città che hanno aumentato il loro livello di attrattiva turistica c’è sicuramente Berlino che, puntando molto sulla cultura, ha visto aumentare quasi del 20% la presenza di turisti in città. La capitale italiana, invece, pur essendo terza in classifica ha una percentuale di turisti molto distante rispetto a Londra e Parigi. </p>
<h2>L’Italia e il mancato investimento nella cultura</h2>
<p>Il rapporto, quindi, evidenzia un quadro allarmante dal punto di vista italiano. L’Italia, infatti, pur avendo a disposizione un enorme patrimonio artistico e culturale non è in grado di sfruttarne appieno le potenzialità. In altre città europee, invece, dove si è deciso di investire molto sulla cultura, la situazione economica è decisamente migliorata. Questo significa che investire nella cultura non è solo doveroso nei confronti del patrimonio posseduto dall’Italia, ma è probabilmente necessario per uscire dalla crisi economica e creare nuovi posti di lavoro. Investire in cultura, però, significa anche investire nella ricerca e nello spirito creativo del popolo italiano che non ha eguali al mondo. Il rapporto, quindi, ha messo in evidenza delle situazioni ma è stato anche un invito a risolverle per risollevare il paese dal baratro.</p>
<p>Foto: Evgenia Smirnova &#8211; Fotolia</p>
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